I vari periodi

1979 – 1989: Gli esordi in Sicilia
1990 – 1994: Le tourneè in Europa
1995 – 2004: Le produzioni discografiche in Italia
2004 – 2008: Le divisioni e l'interruzione
2013: la ripresa

Le formazioni:

1979/1980
1981/1984
1984/1987
1987/1991
1990/1996
1997/2002
2002/2005
2005/2008
dal 2013

I periodi più importanti

1979 – 1989

Gli esordi in Sicilia

Agricantus è un collettivo musicale nato e cresciuto a Palermo nel 1979 per volere di un gruppo di amici e compagni di scuola, decisi, fin dagli esordi, a dedicarsi alla musica ed alla cultura “altra“. Alla fondazione del gruppo parteciparono (in ordine alfabetico): Tonj Acquaviva (voce e percussioni), Mario Crispi (voce, fiati), Massimo Laguardia (voce, percussioni), Pippo Pollina (voce e chitarra), Mario Rivera (voce, basso) e Salvo Siciliano (voce, chitarra e tastiere) ai quali si aggiunge, per un breve periodo, Danila Laguardia (voce). Il nome del gruppo, che tradotto dal  latino significa "canto del campo di grano", venne proposto da Mario Crispi, e con tale nome il gruppo tracciò subito il percorso culturale e musicale che lo avrebbe caratterizzato nel tempo: lo studio, la conoscenza, la riproposizione, la miscela e la reinvenzione delle musiche popolari del mondo. (vedi articolo)

Il viaggio musicale inizia infatti con la musica sudamericana, in particolare con quella proveniente dalla Cordigliera Andina, che, sulla scia del famoso gruppo cileno degli Inti Illimani in esilio in Italia, si diffuse negli anni ’70 in tutto il mondo. Gli Agricantus si avvicinano, quindi, alla Nueva Cancion Chilena e a tutti gli aspetti ad essi collegati, interessandosi anche all’aspetto di solidarietà sociale che i paesi sudamericani esigevano a causa delle loro sanguinarie dittature. (vedi sezione)

Sebbene molto giovani, ben presto gli Agricantus iniziarono un’intensa attività di musica dal vivo, conoscendo e collaborando con i principali rappresentanti della musica e della cultura popolare dell’epoca: Rosa Balistreri, Ignazio Buttitta, Ciccio Busacca, Tabernae Milaensys etc. Insieme a loro e ad altri artisti siciliani, gli Agricantus presero parte all’Associazione Culturale “Antonino Uccello” che raccoglieva tutti gli artisti impegnati in Sicilia nel recupero e nella riproposizione delle tradizioni musicali e dei canti popolari. (vedi sezione)

Gli Agricantus, anche grazie alla vicinanza ed al supporto del prof. Vito Mercadante, si avvicinano ben presto al mondo della poesia in lingua siciliana e delle tradizioni orali della Sicilia, musicando i testi scritti all’inizio del ’900 dal poeta sindacalista Vito Mercadante, zio dell’omonimo professore. Nacque così un repertorio che, pur avendo forti reminiscenze di musica del Sud America, iniziò a fare degli Agricantus un gruppo rappresentativo di un certo tipo di musica “etnica” fatta in Sicilia. (vedi sezione)

Ben presto infatti, anche sull’onda dell’allargamento degli orizzonti musicali e delle miscele tra i generi musicali (fusion, rock jazz, world music) anche gli Agricantus vengono influenzati da diversi stili. La band inizia a miscelare nelle sue composizioni anche elementi rock e jazz e a scrivere i testi in dialetto da adattare al genere ibrido che ne risultava.

Nel 1983 gli Agricantus effettuano la prima trasferta fuori dalla Sicilia con un concerto a Vienna che sarà foriero della partecipazione del gruppo al Vienna FolkFestival del 1984. Da quel momento gli Agricantus girano in lungo ed in largo in Europa, portando su tanti palchi di teatri, pub e festival la loro musica e la loro identità mediterranea. Numerose sono le partecipazioni a festival, rassegne e concerti in Germania, Austria, Svizzera, Belgio, Olanda. (vedi sezione)

Nel 1987 i membri dell’epoca, decidono di fondare un nuovo gruppo chiamato “Agave”, con cui sviluppare un discorso musicale parallelo più orientato al rock e ai suoni elettrici. Viene prodotto quindi il vinile “Maavro” con musiche e testi originali in uno stile elettrofolk abbastanza ibrido ma ancora non maturo per il mercato italiano, tanto che nel giro di qualche anno l’esperienza si conclude con il ritorno ad Agricantus che continua a rappresentare la ricerca e la riproposta delle tradizioni musicali della Sicilia e del Sud Italia. Nel frattempo Agricantus, già divenuto cooperativa dal 1984, svolgeva un’intensa attività di concerti in Sicilia e varie tourneè in Europa durante l’anno oltre che un'intensa attività culturale rivolta alle scuole ed alla realtà artistica della Sicilia (vedi sezione)

 

1990 – 1994

Le tourneè in Europa

Gli anni che vanno dal 1990 al 1994 rappresentano per Agricantus un periodo di transizione nonché di maturazione artistica e culturale.

In quell’anno, la formazione comprendeva (in ordine alfabetico): Toni Acquaviva (percussioni e voce), Antonio Corrado (chitarre), Mario Crispi (fiati e voce), Mario Rivera (basso e voce), ed entrarono a far parte del gruppo Rosie Wiederkeher alla voce e Giuseppe Panzeca ai plettri.

Con questo ensemble, Agricantus continua la sua attività concertistica e autoproduce in Austria il primo CD chiamato “Gnanzù! – Musiche dal Sud Italia” nel quale si cimenta con le tradizioni orali del Sud Italia riproponendo nuovi arrangiamenti di alcuni brani tradizionali,  grazie allo studio dei materiali raccolti sul campo da ricercatori e studiosi del calibro di Diego Carpitella, Elsa Guggino, Roberto De Simone o Pietro Sassu. (vedi sezione)

In questa fase assume un’importanza determinante la collaborazione di Mario Crispi con il Folk Studio di Palermo e l’Archivio Etnofonico Siciliano del CIMS. Ciò infatti consente l’accesso diretto ad uno dei più grandi archivi del Sud Italia della tradizione orale, non solo della Sicilia, ma anche di altre regioni d’Italia come la Sardegna, la Puglia, la Campania, la Basilicata e la Calabria, di altri paesi del Mediterraneo e di altri continenti (attraverso le collezioni dell’OCORA o dell’UNESCO possedute dagli archivi). Questa collaborazione permette ai componenti di Agricantus di venire a conoscenza di popoli e tradizioni musicali lontane ma soprattutto di imparare ad attingere dalla fonti musicali primarie dell’uomo, in un periodo storico dove ancora il Web non era diffuso.(link FolkStudio/Fondazione Buttitta)

Tale momento rappresenta per il gruppo una vera e propria svolta verso una maggiore consapevolezza artistica e culturale che si concretizza con la selezione del gruppo come “emergente” nel circuito “Arezzo Wave”, con l’inclusione del brano  “Spunta Lu Suli” nella compilation del 1994, la partecipazione del gruppo a “Le printemps de Bourge” (festival di talent scout europeo) e a successivi festival in Francia. (link festival)

Da quel momento in poi il gruppo inizierà ad avere maggiore notorietà in Italia e getterà le basi per la fase successiva, ovvero quella delle produzioni discografiche.

 

1995 – 2004

Le produzioni discografiche in Italia

Nel 1995, a seguito del successo conseguito ad Arezzo Wave, il gruppo firma il suo primo contratto discografico con la CNI Compagnia Nuove Indye e darà alle stampe l’EP “Viaggiari”: quattro brani di cui uno in siciliano su testo di Ignazio Buttitta (Li vuci di L’omini), uno in romancio su testo di Andri Peer (Temp sainza temp), uno tratto dalla tradizione sarda (Anninnia) e uno originale in dialetto siciliano (Viaggiari).

Questo album rappresenta la svolta di Agricantus verso un'impostazione più orientata al pop e all’elettronica. Il produttore Paolo Dossena, assumendo il ruolo anche di direttore artistico musicale, propone arrangiatori e compositori che possano collaborare con Agricantus per sviluppare un sound più coerente con le nuove sonorità degli anni ’90. Tale svolta, in alcuni aspetti formali del gruppo, diviene molto differente rispetto alla precedente impostazione che risultava prevalentemente acustica. Dopo un'iniziale disorientamento causato da questa nuova impostazione, il gruppo decide di avvalersi di questi suggerimenti ed inzia una strada musicale rivolta anche al pop. Il gruppo assume, quindi, anche una nuova identità sonora lavorando sulla voce di Rosie Wiederkehr,  dal timbro e dalla tecnica vocale ben riconoscibile, e sull'aspetto multiculturale e multilinguistico.

Si avviano nuove collaborazioni con Davide Pinelli (Viaggi, Temp Sainza Temp, Li vuci di L’omini), Pivio e Aldo De Scalzi (Com’u ventu, Disiu, Amatevi, Istanbul Uyurken), Roby Colella (Carizzi r’Amuri), dove le voci e i timbri strumentali, i testi e le melodie composte da Agricantus iniziano ad incontrarsi sempre di più con i linguaggi della musica elettronica miscelata all’ethno world, dando vita a quello che poi diverrà il “sound” Agricantus. A “Viaggiari” segue Tuareg”, album dedicato al popolo nomade del deserto del Sahara, con cui Agricantus verrà consacrato come il gruppo italiano più conosciuto per la world music prodotta nella penisola. Con Tuareg arrivano infatti importanti riconoscimenti come la targa “Tenco” 1996 per il miglior album in dialetto dell’anno, il premio Augusto Daolio per la band più sensibile ai temi sociali del 1996 ed il Premio Italiano della Musica 1997, indetto da Repubblica in quegli anni. A Tuareg segue nel 2007 la produzione di un EP "Hale Boop Souvenir" realizzato con la cantante turareg Fadimata Wallet Oumar con cui viene realizzato anche un minitour in Italia.

Dopo  quest'ultima produzione avviene anche una trasformazione latente di alcuni equilibri interni al gruppo che causeranno, dopo qualche anno, dei dissidi dovuti ad una concezione differente dell'idea di Agricantus da parte di alcuni dei membri rispetto alle intenzioni iniziali. Fino a quel momento, infatti, Agricantus aveva rappresentato un collettivo musicale che produceva creativamente in maniera diffusa tra i vari componenti. A seguito della produzione discografica e di alcune posizioni assunte dalle due voci (Wiederkehr e Acquaviva), si andava sempre più delineando un conflitto tra l'idea originaria di condivisione positiva dell'arte e della musica, vissuta come collettivo creativo, (perseguita da Crispi, Rivera, fondatori della prima ora e da Panzeca) contro la posizione individualista "richiesta e rivendicata" da Wiederkehr e Acquaviva. Questa contrapposizione speculare vedrà negli anni successivi emergere sempre più profonde lacerazioni dovute al tradimento dell'idea originaria.

A ogni modo, da quel momento la storia del gruppo appartiene essenzialmente alla sua produzione discografica con la pubblicazione di dischi, esecuzione di concerti e tournèe, la firma di colonne sonore o importanti partecipazioni come interpreti, la partecipazione a compilation, le apparizioni televisive al concertone del 1° Maggio a piazza San Giovanni a Roma. Nel 1997 gli Agricantus partecipano come interpreti alla colonna sonora del film "Il Bagno Turco" di Ferzan Ozpetek, scritta da Pivio ed Aldo De Scalzi, composizione che si aggiudicherà il Globo d'Oro 97 come migliore colonna sonora dell'anno. Nel 1998 viene pubblicato Kaleidos, album ispirato ai grandi compositori classici, con cui gli Agricantus si cimentano con campionamenti di orchestre, rielaborazioni di melodie famose e inserimenti di nuove lingue nei testi della canzoni. Nel 1998 viene pubblicato anche il disco "Faiddi", realizzato dal vivo in studio, una raccolta dei maggiori successi del gruppo con l'aggiunta di qualche inedito suonato dal vivo. Nel 1999 gli Agricantus (solo con Wiederkehr e Crispi) partecipano come interpreti alla colonna sonora del film "I giardini dell'Eden" di Alessandro D'Alatri, firmata, anche questa volta, dal duo Pivio ed Aldo De Scalzi; le musiche verranno riprese per la colonna sonora di un altro film, pubblicata nel 2007, 7km da Gerusalemme, di Claudio Malaponti. Nel 2000 sono invece gli Agricantus  a firmare la loro prima colonna sonora con il film "Placido Rizzotto" di Pasquale Scimeca. Negli stessi anni avvengono la pubblicazione negli Stati Uniti di The Best of Agricantus (raccolta delle produzioni Agricantus 1996-1999), l’inserimento nelle compilation Nirva Lounge del brano Hala Hala, Buddha Bar IV del brano Amatevi,  Siddartha II vol del brano Orbi Terrarum: tre compilations internazionali che hanno fatto conoscere Agricantus al grande pubblico. Nel 2000 gli Agricantus andranno infatti in Brasile, in Israele, in Spagna, mentre nel 2002 andranno in Siria, per un scambio musicale internazionale. Nel 2001 avviene la pubblicazione del doppio album "Ethnosphere", dedicato al popolo tibetano, che contiene alcuni brani di un progetto personale di Acquaviva e Wiederkehr, Weltlabyrinth, con cui avevano realizzato un lavoro mutlimediale destinato ad un iniziativa di sostegno alla causa tibetana. Ai brani proposti da Weltlabyrinth si aggiungono le composizioni di Rivera e Crispi realizzando così un doppio CD, con due anime dedicate alla "trascendenza" e all'"energia".

Nel 2002 avviene la pubblicazione del singolo "Jamila" scitto su musica di Francesco Bruno e dedicato ad una campagna di sostegno ad Emergency e prodotto da "Il Manifesto". Sempre nel 2002 viene pubblicato "Calura", una raccolta dei maggiori successi del gruppo.

Nel 2002 avviene una modifica della formazione: s'interrompe il lavoro con Giuseppe Panzeca ed inizia quella con Lutte Berg alle chitarre. Da questo momento anche il sound generale ne risente in quanto l’apporto dei plettri di Panzeca che costituiva una componente timbrica ben precisa, viene sostituita con quella di Lutte Berg, spingendo il gruppo a soluzioni più orientate al rock.

Nel 2005 viene pubblicato "Habibi", un compendio di alcuni brani dell'ultimo periodo, alcuni brani tratti dalle produzioni personali di Mario RIvera, altri dal progetto individuale di Mario Crispi, altri dal progetto Weltlabyrinth di Acquaviva e Wiederkehr, più due inediti Anima e Habibi.

 

2004 – 2008

Le divisioni e l'interruzione.

A metà del 2005 inizia lo smembramento di Agricantus, il cui organico si riduce al seguente (in ordine alfabetico): Toni Acquaviva (voce, percussioni), Lutte Berg (chitarra), Mario Crispi (fiati arcaici), Michele Frontino (basso), Rosie Wiederkehr (voce). Nel 2005 avviene, infatti, una problematica e conflittuale interruzione delle produzioni discografiche con la casa discografica CNI a cui si aggiunge l'ingiusta espulsione subita da Mario Rivera (membro fondatore e storico) dalla compagine del gruppo.

Agricantus entra perciò in una faticosa e conflittuale fase di auto produzione che, sebbene si concretizzi con l'importante collaborazione dal vivo con DJ Ravin (Festival delle Ville Tuscolane Frascati 2005, Kals’Art Palermo 2005) e con la firma da parte di Agricantus della  colonna sonora del film “Il figlio della Luna” prodotto da RAITRADE nel 2007 che darà vita successivamente all’album dal nome “Luna Khina”, in realtà fa emergere in maniera progressiva l'esaurimento della coesione tra i componenti rimasti, tradotto anche in una vena creativa frammentaria e discontinua. Con questo ultimo lavoro Acquaviva e Wiederkehr rivendicano ulteriormente le proprie individualità creative, preferendole, concettualmente e fattivamente, a quelle prodotte da un processo musicale collettivo che aveva sempre caratterizzato il gruppo nel passato, e voluto fermamente da Crispi. L'accelerazione impressa a questa impostazione innescherà il blocco progressivo dell'attività artistica del gruppo, la cui crisi, iniziata già nel 2005, determinerà lo scioglimento ufficiale nel 2008.

 

2013

La ripresa

Nel 2013 Mario Crispi e Mario Rivera, co-detentori a vario titolo del marchio e del nome del gruppo, spinti da una rinnovata intesa umana ed artistica, riprendono il percorso artistico AGRICANTUS, attraverso il progetto "reunion" (vedi post dedicato), condiviso con la casa discografica storica della band (CNI) e con il suo produttore storico (Paolo Dossena) per ricostituire, con quanti ne vogliono condividere le intenzioni, lo spirito del "collettivo musicale" che ha permesso al gruppo di conseguire il successo ottenuto negli anni passati. Toni Acquaviva e Rosie Wiederkehr, chiamati a partecipare alla reunion, rifiutano la proposta.

Nell'estate del 2013 la band effettua i primi concerti dalla ripresa e in novembre partecipa alla pubblicazione del video/singolo "Uommene", prodotto da CNI, Blob RAI, Amnesty International, Lega Ambiente e Casa Internazionale delle Donne, con la produzione artistica di Paolo Dossena e Gino Magurno. (link post)

Nella primavera del 2014 Agricantus pubblica "Turnari", anticipato il 21 marzo dall'uscita del singolo "Nsunnai". L'album racconta la ripresa del lavoro tra i vecchi e nuovi amici del gruppo (vedi scheda).  "Turnari" viene presentato all'edizione 2014 del concerto del 1° maggio a Piazza San Giovanni a Roma, palco sul quale gli Agricantus tornano dopo dodici anni di assenza.

 

Formazioni

(in ordine alfabetico)

1979/1980

Tonj Acquaviva: percussioni, batteria, voce
Mario Crispi: fiati arcaici, voce
Massimo Laguardia: percussioni, voce
Danila Laguardia: voce
Pippo Pollina: chitarra, voce
Mario Rivera: basso, voce
Salvo Siciliano: chitarra, voce

 

1981/1984

Tonj Acquaviva: percussioni, batteria, voce
Mario Crispi: fiati arcaici, voce
Massimo Laguardia: percussioni, voce
Pippo Pollina: chitarra, voce
Mario Rivera: basso, voce
Salvo Siciliano: chitarra, voce

 

1984/1987

Tonj Acquaviva: percussioni, batteria, voce
Mario Crispi: fiati arcaici, voce
Massimo Laguardia: percussioni, voce
Maurizio Maiorana: sax, clarinetti
Lillo Schiavo: chitarra, voce
Mario Rivera: basso, voce
Salvo Siciliano: chitarra, voce

 

1987/1991

Tonj Acquaviva: percussioni, batteria, voce
Antonio Corrado: chitarra
Salvo Costumati: violino, voce
Mario Crispi: fiati arcaici, voce
Mario Rivera: basso, voce

 

1990/1995

Tonj Acquaviva: percussioni, voce
Antonio Corrado: chitarra
Mario Crispi: fiati arcaici
Giuseppe Panzeca: plettri
Mario Rivera: basso, voce
Rosie Wiederkeher: voce

 

1996/2002

Tonj Acquaviva: percussioni, voce
Mario Crispi: fiati arcaici
Giuseppe Panzeca: plettri
Mario Rivera: basso, voce
Rosie Wiederkeher: voce

 

1998/1999

Tonj Acquaviva: percussioni, voce
Aalessandra Celletti: tastiere e piano
Mario Crispi: fiati arcaici
Giuseppe Panzeca: plettri
Mario Rivera: basso, voce
Rosie Wiederkeher: voce

 

2002/2005

Tonj Acquaviva: percussioni, voce
Lutte Berg: chitarra
Mario Crispi: fiati arcaici
Mario Rivera: basso, voce
Rosie Wiederkeher: voce

 

2005/2008

Tonj Acquaviva: percussioni, voce
Lutte Berg: chitarra
Paola Caridi: batteria
Mario Crispi: fiati arcaici
Michele Frontino: basso
Rosie Wiederkeher: voce

 

dal 2013

Federica Zammarchi: voce
Mario Crispi: fiati arcaici, voce
Giuseppe Grassi: plettri
Mario Rivera: basso, voce
Giovanni Lo Cascio: batteria, percussioni

special guests:

Massimo Laguardia: tammorre
Giuseppe Panzeca: guimbrì
Enzo Rao: violino