BlogFoolk Agricantus – Turnari Salvatore EspositoAgricantus – Turnari (Compagnia Nuove Indye, 2014)

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Date : 31 luglio 2014

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Agricantus Recensioni – 2014

Dal sito: www.blogfoolk.com

Agricantus – Turnari (Compagnia Nuove Indye, 2014) 
Anticipato dal grande successo riscosso durante l’esibizione al Concerto del Primo Maggio 2014, “Turnari” è il disco che segna il ritorno degli Agricantus, un atteso come back album, che non solo riannoda i fili con il passato del gruppo recuperando lo spirito e la ricerca sonora che aveva animato i loro primi album, ma soprattutto rappresenta un importante base per il futuro, contendo i semi per un percorso del tutto nuovo, e certamente diverso dal punto di vista della ricerca sonora rispetto agli ultimi dischi con Tonj Acquaviva e Rosie Wiederkehr. Forza motrice di questa nuova fase del gruppo siciliano sono Mario Crispi (duduk, ney, basuri, maui xaphoon, didjeridoo, ciaramella, zummara, arghul, marranzanu, synth e voci) e Mario Rivera (basso, programmazione e voce), già fondatori del gruppo, a cui si è unita la talentuosa Federica Zammarchi (voce, synth, piano, programmazione), nonché Giuseppe Grassi (mandola, mandoloncello, e mandolino), e Giovanni Lo Cascio (batteria, qrqeb, riq, darbuka e cajon). Se rispetto al passato gli ingredienti sono rimasti gli stessi ovvero la contaminazione tra suoni e suggestioni differenti, questo nuovo album recupera innanzitutto l’uso esclusivo della lingua siciliana, ed in particolare dell’endecasillabo e della rima strofica, e affonda le sue radici nella tradizione orale e nella poesia siciliana. Non casuale, inoltre, è stata anche la scelta di tornare ad una musica più suonata, riducendo al minimo l’apporto dei campionamenti, ed in questo senso fondamentale è stata la scelta di allargare l’organico con l’aggiunta di alcuni ospiti come Aldo De Scalzi (chitarra, synth), Massimo Laguardia (tamburi a cornice), Giuseppe Panzeca (mandolino e guimbri), Pivio (synth) e Enzo Rao (violino elettrico). Composto da undici brani inediti, “Turnari”, come suggerisce già la copertina ispirata ai calendari perpetui che fino al secolo scorso scandivano le stagioni e i cicli della terra, è un concept album sulla ciclicità del tempo, intesa non solo come eterno ritorno ma soprattutto come rinascita continua. Una rinascita che per gli Agricantus è soprattutto musicale, infatti l’ascolto è sin da subito coinvolgente con la trascinante “Qanat”, un sofisticato brano ethno rock in cui spiccano i fiati di Crispi e l’eccellente struttura ritmica costruita da Giovanni Lo Cascio. Si prosegue con la splendida “Nsunnai”, impreziosita da una magistrale interpretazione di Federica Zammarchi, che dimostra di essere perfettamente a suo agio in questa nuova avventura. Se il proto-rap “Cantu Errami” vibra di tensione poetica, unita ad una costruzione sonora ambient, la title-track è uno dei vertici del disco insieme a “Manu Su Manu” con quest’ultima che ci riporta alle atmosfere di “Tuareg” del 1996. Il disco non manca di riservare altre soprese come la suggestiva ballata d’amore “Stu Jardinu Si Tu”, o l’invito al ballo di “Nzemmula” o ancora l’evocativa “Locu” firmata da Federica Zammarchi, ma è sul finale che trovano posto un altro paio di ottimi brani come “Omini”, già ascoltata nel progetto Uommene, e la conclusiva “Sentimentu”. Insomma “Turnari” è un disco di grande pregio, che non deluderà tanto i fan storici degli Agricantus, quanto soprattutto coloro che si avvicineranno per la prima volta alle loro suggestioni sonore.

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