Rassegna stampa

agricantus

Agricantus’ Wondrous Mediterranean Journey

Angel RomeroWorld Music Central.org

Celebrated Sicilian ensemble Agricantus has been making wonderful amalgamations of Italian and world music mixed with electronics since 1993. Although Akoustikòs still contains some electronic elements, it is very subdued and the focus is on enhancing the acoustic side of the band. Akoustikòs recreates some of Agricantus’ earlier material under a new perspective. The vocalist here is pianist and singer Anita Vitale. She has a multifaceted style that ranges from soul influences to theatrical ourbursts.The instrumentalists are Mario Crispi on various wind instruments from across the globe, bassist Mario Rivera and percussionist Giovanni Lo Cascio. Crispi and Rivera are the main composers of the ensemble and their creations are an exquisite set of songs rooted in Sicilian traditions, Turkish and North African music, and Australian aboriginal didgeridoo…
… Akoustikòs showcases the talent of world music alchemists Agricantus in their quest to explore new musical territories.

Agricantus Turnari – C.N.I.

Elio Bussolino – Rockerilla

Di primo acchitto verrebbe da affiliarne il suono a quell’elettropop che rimbalza agile e accattivante nella clubland globale, ma non ci vuol molto ad accorgersi che quello altro non è se non il veicolo di una musica che viene da molto più lontano. Nel tempo e nello spazio. Il segreto di Agricantus del resto è sempre stato alla luce abbagliante del sole della loro Sicilia, depositario di melodie e suggestioni millenarie che trovano nella tecnologia sonora contemporanea forme, espressioni e trame in piena sintonia con le sensibilità musicali del presente. E Turnari rilancia con coerenza e decisione quel fortunato disegno attraverso DODICI VIVIDI SAGGI DI WOLRD MUSIC ISPIRATA AlLLA CICLICITA’ DEL TEMPO.

“Turnari” Agricantus – CNI” –

Gino Castaldo, la Repubblica, 1 giugno 2014

Nuova veste per la storica formazione palermitana con la voce di Federica Zammarchi. Arriva nuova linfa per un progetto di world music che rinnova con grinta il suo profondo senso di appartenenza.

Agricantus Turnari – C.N.I.

Guido Festinese
Il Giornale della Musica n.316, luglio 2014, p.70

L’ultimo avvistamento è stato al concerto del 1° maggio. Prima c’era stato un silenzio discografico di diversi anni, ma che lasciava preludere a qualche ulteriore tappa di un viaggio iniziato nell’ormai archeologico 1979. Chi segue con attenzione le vicende della world music italiana in libera declinazione meridionale avrà notato che la vocalist di Agricantus è cambiata: adesso c’è in formazione Federica Zammarchi, cantante sopraffina che arriva da esperienze ben diverse dal folk progressivo: dai bordi del jazz e del rock. Poco male, perché in Turnari Zammarchi sfoggia una voce che più classicamente Agricantus non si potrebbe nelle timbriche, con tanto di approccio “yodelizzante” applicato alla densa materia ritmica che, parecchi anni fa, conquistò i cuori critici del mondo anglosassone. Un traguardo che non molti gruppi italiani del genere hanno potuto tagliare. Turnari, raccontano gli Agricantus, è da intendersi sia come “ritorno” sia come “nuovo inizio”. In formazione ora ci sono gli “storici” Mario Crispi e Mario Rivera, con Giuseppe Grassi alle mandole, e Giovanni Lo Cascio alle percussioni etniche. Ma a caratterizzare un suono “pan-etnico” che risulta immediatamente riconoscibile fin dall’iniziale “Qanat” provvedono anche amici di vecchia data: a partire dal duo ligure Pivio e Aldo De Scalzi, a chitarre e sintetizzatori. E che gioia riascoltare il violino elettrico di Enzo Rao, che avevamo un po’ perso di vista.

 

AgricantusTurnari – C.N.I.

Francesca Grispello – L’Isola della Musica Italiana

Gli Agricantus confezionano un disco di alto pregio, ricchissimo di spunti, colori, impeccabile e a tratti commosso, ma senza quella zampata di novità che ci si aspetta da un gruppo con tale storia e che è stato capace come pochi di varcare i confini nazionali.
Affiancati dallo storico produttore Paolo Dossena, Crispi e Rivera, da musicisti di razza e di gusto, hanno individuato colleghi validi come Giovanni Lo Cascio, Giuseppe Grassi e un ispirato Enzo Rao al violino. Suoni elettrici, folk e tanti strumenti per un lavoro di gruppo suonato e non campionato. Brani come Nsunnai, Turnari, Canciari e Sentimentu restano più di tutti a seminare nuove stagioni di terra e di vita.

 

Estratto rassegna stampa storica

“RollingStone” (Australia)

“On Best of Agricantus, the Italian electro-folkies do a highwire act over Mediterranean folk streams and pumping rhythm loops, trawling fragments of African and Middle Eastern sound in their wake. This tight, chant-groove brew takes them into Deep Forest territory, but they’re applying modernism to roots rather than appropriating exotica.”

“Rhythm” – Stacy Mein –

“Bouncing out of Palermo, in the south of Italia, Agricantus roll out a few of the highlights from ten years’ worth of albums on their first U.S. release. Their name means “song of the wheat fields” in Latin, and Agricantus are down-to-earth, cultivating sounds from their native land, plus North Africa and the Middle East. While the songs are ethnic and folk-oriented. Agricantus also use programming, samples and loops. Best of Agricantus includes a Sicilian song of desire, a lullaby, a tale of a lost city and tune of gratitude…”

“The California Aggie” Beth Rose Middleton –

“…The album, a combination of Agricantus’ best work from several previous records, has a distinctive international flavor, as well as definite dance appeal. From the opening track “Com’u ventu” a song from the Tuareg people of the central and western Sahara to “Disiu”, which is Sicilian for desire and the melodic “Amatevi”, inspired by a Berber lullaby, the songs keep you moving and guessing as to their meanings which are only briefly outlined in the cover. While mildly  reminiscent of dance sensation Deep Forest, who attempted to meld pygmy vocals with electronic instruments, Agricantus possesses a decidely more authentic sound from a larger variety of cultures. The songs on this album alone herald from Germany, Hungary, Albania and several north African traditions…”

“Reviewer’s Bookwatch”

“Fans of world music will find Best of Agricantus hard to classify but featuring an excellent use of cross-cultural world music intonations. The vocal and instrumental traditions of Africa and the Middle East come together in this superb collection of hybrid musical sounds which feature a strong dance beat and excellent singing. Best of Agricantus is a strong example of blended world music which uses roots traditions to produce a new multicultural style.”

Dore Stein – “Tangents Radio”

“ With Agricantus first U.S. release, the secret is out on this world music treasure. Feast your ears on an Italian group that cooks up an exotic blend of cross-cultural ingredients. Agricantus carves out a hybrid music that demonstrates an affinity between tha ethnic traditions of southern Italy and musical cultures of north and west Africa and Middle East. Electronic grooves and ancient languages create a spellbinding mix of influences and sounds. Agricantus fever is contagious. Catch it and spread the word.”

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