Ore e ore passate con l’orecchio al mangiadischi prima, e allo stereo di mio fratello dopo.
A quell’epoca, da bambino, non sognavo ancora di fare il musicista, ma inseguivo solo le emozioni dell’ascolto.
Creare un gruppo sarebbe stato un passo maturato solo in seguito; dal 1979 Agricantus è stato lo strumento per crescere, conoscere il mondo e avere nuove possibilità per suscitare emozioni in me stesso e negli altri.

Mentre Agricantus iniziava a diventare un progetto professionale, mi sono trovato a esplorare in modo non convenzionale il teatro, grazie a Werner Eckl e E.X.I.L. 84.
I nostri spettacoli, veri laboratori di vita, affrontavano tematiche già proprie e condivise da Agricantus.

Nel 1991, lasciata Palermo per Roma, è iniziata una nuova vita e una nuova fase della mia carriera, costellata da dischi che hanno portato Agricantus a una maggiore notorietà.
Da "Tuareg" a "Il Bagno Turco", da "Kaleidos" a "Ethnosphere", fino a "Calura", un percorso passato attraverso mille incontri con altre culture, lingue e sonorità.
Nello stesso periodo ho sperimentato i primi approcci con la musica elettronica. Mi ha sempre affascinato la manipolazione di fonti diverse, dal trip-hop alla jungle, e le tecnologie informatiche applicate alla musica hanno fornito gli strumenti per affrontare nuovi mondi musicali.
Da queste contaminazioni di generi e mezzi sono nate esperienze fondamentali: la realizzazione del mio progetto "Roots’n’Bass" e l'incontro con Leonardo Cesari mi hanno offerto la possibilità di incontrare e remixare tanti artisti diversi, alcuni dei quali, come Lester Bowie, John Trudell e i Dissidenten, erano per me veri e propri modelli.

Dall’incontro con Pasquale Scimeca, avvenuto nel 1999, è nata invece l’esperienza cinematografica. Quasi inaspettatamente mi sono trovato sul set di "Placido Rizzotto" e la cosa è andata così bene che, tre anni dopo, Pasquale mi ha richiamato per "Gli Indesiderabili".

Dal 2001 collaboro con Renato Giordano, per il quale musico gli spettacoli teatrali. Questo prezioso rapporto, lavorativo e di amicizia, ha contribuito a mostrarmi aspetti nuovi ed inaspettati del mio percorso artistico. La produzione di lavori di altri artisti oggi mi sembra una logica conseguenza. Con la partnership di Paolo Dossena e della Compagnia Nuove Indye, tra il 2003 ed il 2005, sono usciti "Bonora" di Marcello Murru, "La Via della Sete" di Nuklearte, "Dea" di Isola e "Stari Most" con Stefano Saletti e la Piccola Banda Ikona.

Il viaggio continua, e ogni tappa mi porta inaspettatamente a conoscere persone e cose nuove e a farmi provare emozioni finora sconosciute.

Alla fine del 2012 mi rivedo con Mario Crispi ed insieme torniamo a lavorare per riprendere il percorso di Agricantus.