Agricantus in concerto

Agricantus in concerto

La band siciliana Agricantus è certamente uno dei gruppi italiani più famosi della scena internazionale della world music prodotta in Italia. La loro è una miscela musicale particolare creata con strumenti tradizionali, elettronici, tecniche moderne ed arcaiche che trasportano l’ascoltatore in un viaggio tra le tradizioni orali, le voci ed i rituali del Sud Italia, il mediterraneo e lontani territori sconosciuti.

Biografia

Con la pubblicazione dell’album “Gnanzù” (1993) e successivamente con quella dell’EP “Viaggiari” (1995), la band rivisita melodie e testi della tradizione orale del Sud Italia mescolandole con musica ambient e trip hop. Nel 1996 la band produce “TUAREG”, uno dei lavori più rappresentativi che permette alla band di raggiungere il successo in Italia e in Europa. A questo disco è stato assegnato il prestigioso premio “Targa Tenco 1996”, raggiungendo il 6 ° posto nella classifica dei World Music Charts Europe. Nel 1997 gli Agricantus vincono il PIM – Premio Italiano Musica, e sono interpreti della colonna sonora del film “Hamam-Il bagno turco”, vincitore del Globo D’oro ’97. Nello stesso anno viene pubblicato “Hale Bopp Souvenir”, un mini-cd con la partecipazione di Fadimata Wallet Oumar, portavoce della più autentica cultura Tuareg. Nel 1998 Agricantus pubblica “KALEIDOS”, album in cui la band fa un viaggio ideale alla ricerca delle radici popolari della musica classica, mescolando la composizione classica ispirata alla musica popolare con strumenti arcaici e tecnologia moderna.

Sempre nel 1998 la band partecipa come interprete alla colonna sonora del film “I Giardini dell’Eden” (Giardini di Eden); nel 1999 l’album The Best of Agricantus viene pubblicato negli Stati Uniti distribuito anche in Canada, Sud America, Australia e Giappone. Questo album In poche settimane scala le vette delle classifiche radiofoniche dei campus universitari americani e australiani. Nello stesso anno la band pubblica “FAIDDI”, una raccolta di alcune delle loro canzoni, riordinato e reinterpretato dal vivo, mentre, nel 2000 Agricantus firma la colonna sonora del film “Placido Rizzotto”, con la regia di Pasquale Scimeca. Nel febbraio 2001 Agricantus pubblica “ETHNOSPHERE”, un viaggio virtuale attraverso il Tibet e il Mediterraneo, descrivendo paesaggi composti da luce e ombra, giorno e notte, introspezione ed estroversione ed inspirato alle filosofie orientali. Nel febbraio 2002 viene pubblicato “JAMILA”, un singolo prodotto da una collaborazione tra Agricantus e il chitarrista Francesco Bruno. Dal 2001 Agricantus stringe la collaborazione con le etichette internazionali specializzate in compilation come “George V”, “O ‘Challe” o Wagram, che frutta la loro inclusione in Nirvana Lounge (2001) con il brano “Hala Hala”, Buddha Bar IV (2002) con il brano “Amatevi” (prima canzone italiana inclusa in questa raccolta), Siddharta vol 1 (2003) con il brano “Orbi Terrarum”. Questa collaborazione porta successivamente al concerto live di Agricantus e Dj Ravin con la partecipazione a prestigiosi festival internazionali come “Roma Incontra il Mondo 2003”, “Festival delle Vile Tuscolane 2005”, “Palermo Kals’Art 2005”. Gli Agricantus hanno tenuto concerti in Europa, Brasile, Israele e Siria. Sono stati ospiti dei festival internazionali come “Le Printemps de Bourges”, “Arezzo Wave”, “The Europennes nuit” a Strasburgo, “Womad” e “Festival Internazionale della Medina” di Tunisi. Varie sono state le formazioni che hanno superato fino al 2008, quando la band ha deciso di fermarsi per un paio di anni, riprendendo poi l’attività nel 2013 con la pubblicazione del singolo Omini, prodotto da CNI, Blob, Lega Ambiente e poi, nel 2014, con la pubblicazione dell’album “Turnari”, a suggello del progetto “Reunion”, condotto da Mario Crispi, Mario Rivera e Paolo Dossena.

Progetto “Reunion”

Agricantus: progetto "reunion"

Agricantus: progetto “reunion”

Nell’ottobre del 2012 Mario Crispi e Mario Rivera, entrambi fondatori del gruppo ed il cui lavoro insieme si era interrotto bruscamente nel 2004, tornano ad incontrarsi e, ritrovandosi d’accordo nelle motivazioni che li avevano portati a fondare il gruppo, elaborano un’idea di reunion esprimendo la volontà di riprendere il progetto artistico Agricantus secondo le iniziali modalità di impegno, ricerca artistica e musicale, collegialità e coinvolgimento emozionale. Aderiscono all’operazione artistica Pivio & Aldo De Scalzi, in qualità di compositori (alcune delle hit più note del gruppo portano la loro firma), di Giuseppe Panzeca, già membro da tanti anni ed come esperto di plettri per le versioni discografiche dei brani, del batterista/percussionista Giovanni Lo Cascio, già coinvolto in altri progetti paralleli, di Nemas (al secolo Nello Mastroeni) già membro dei Kuntsertu, coetanei e “fratelli” messinesi di agricantus, coinvolto in questa occasione in veste di compositore. L’idea viene accolta in maniera entusiastica dalla Compagnia Nuove Indye, etichetta storica di Agricantus che ne ha prodotto tutta la discografia ufficiale, e che, in occasione di questa reunion, propone il coinvolgimento di Federica Zammarchi come cantante del gruppo, brava ed interessante musicista gravitante nell’area delle produzioni di “musica altra” dell’etichetta. Si uniscono al progetto Massimo Laguardia, già fondatore del gruppo, ai tamburi ed Enzo Rao al violino elettrico, vecchia conoscenza artistica di Palermo, entrambi in qualità di ospiti speciali. Nel 2014 entra nella formazione il salentino Giuseppe Grassi ai plettri.

Con questa nuova formazione, nel novembre del 2013 gli Agricantus partecipano alla pubblicazione del singolo “Uommene”, prodotto da Paolo Dossena e Gino Magurno, un video con Pietra Montecorvino, Federica Zammarchi, Roberta Alloisio, Roberta Albanesi, realizzato con la partenrship di Blob, Amnesty International, Legambiente e presentato alla Casa Internazionale delle Donne, in occasione della giornata nazionale contro la violenza sulle donne. Con questo ultimo lavoro e a seguito del loro impegno nella diffusione della cultura siciliana attraverso la musica gli Agricantus ricevono nel 2014 il riconoscimento della targa “E se ognuno fa qualcosa”, istituita nel territorio delle Madonie (Palermo), per stimolare la crescita culturale del territorio siciliano.

Dopo l’uscita del singolo “Nsunnai” avvenuta il 21 marzo 2014 e la partecipazione al concerto del 1° maggio a Piazza San Giovanni a Roma, la band pubblica il nuovo album “Turnari”, il cui nome è anche il singolo prodotto contestualmente. Sia Nsunnai che Turnari vengono pubbilcati anche come videoclip, realizzati in forma di animazione dall’artista Gabriel Zagni. Turnari riscuote un buon successo di pubblico e di critica, sia nazionale che internazionale, posizionandosi al 16° posto della classifica di settembre 2014 nella World Music Chart Europe.

Biografia musicisti

Federica Zammarchi

voce, effetti, tastiere, programmazione

Agricantus - Federica Zammarchi

Agricantus – Federica Zammarchi

Federica Zammarchi (Toscana,1973), dopo aver conseguito la laurea in Filosofia (con tesi demo-etno-antropologico) presso l’Università di Siena nel 2000, si è dedicata alla musica, rendedola nel tempo una professione. Nel gennaio 2009 esce il suo primo album dal titolo “Fires ‘n Pyres”, pubblicato da Dodicilune (Koine KNE002). Il secondo album, “Jazz Oddity”, è un omaggio alla musica di David Bowie con arrangiamenti jazz/rock, registrato nel dicembre 2010. Ha una laurea in Jazz presso il Conservatorio di Musica di Frosinone, sotto la direzione di Ettore Fioravanti , con una tesi dal titolo “Jazz e il Composer signore: il lato creativo delle donne del jazz, da Bessie Smith ai giorni nostri”, ottenendo il massimo dei voti. Ha studiato con Mark Murphy, Bob Stoloff, Maria Pia de Vito, Paolo Fresu, Uri Cane, Cinzia Spata, Gianluca Renzi, Giovanni Tommaso, Enrico Pieranunzi, Norma Winstone e molti altri grandi della scena jazz contemporanea. Insieme con lo studio della voce, Federica Zammarchi studiato composizione e arrangiamento, che approfondisce con Pierpaolo Principato, Bruno Tommaso, Giancarlo Schiaffini e Giancarlo Gazzani. Federica ha collaborato e collabora tuttora con musicisti come Ettore Fioravanti, Marco Siniscalco, Aldo Bassi, Emanuele Smimmo, Antonio Jasevoli, Enrico Zanisi, Marco Valeri, Paolo Recchia, Gianluca Renzi, Danielle di Majo, Gino Boschi, Zsolt Kovacs, Marco Bonini, Fulvio Buccafusco, Ermanno Baron, Marco Valeri, Stefano Cantarano e molti altri. Ha partecipato a numerosi festival ed eventi come il Villa Celimontana Jazz Festival (Palazzo Valentini Award) e il Roma Jazz Festival alla Casa del Jazz (dividendo il palco con la grande cantante inglese Norma Winstone). Insegna presso il “Saint Louis College of Music” di Roma e presso la scuola di musica “Artidee”.
Nel gennaio 2013, Federica ha aderito al progetto Agricantus, come cantante, musicista e arrangiatore.

Mario Crispi

Strumenti arcaici a fiato, voce

Agricantus - Mario Crispi

Agricantus – Mario Crispi

Nato a Palermo, il suo primo impegno vero per la musica è iniziato nel 1976, mostrando fin dall’inizio un interesse per strumenti a fiato arcaici provenienti da tutto il mondo. Fondatore storico nel 1979, compositore e flautista versatile della band Agricantus, ha completato la ricerca in etnomusicologia, collaborando con l’Archivio Etnofonio Siciliano, il Folkstudio di Palermo, l’Istituto per le Tradizioni Popolari dell’Università di Palermo, e il Museo delle Tradizioni Popolari di Nuoro. Al fine di approfondire la sua ricerca musicale ha visitato molte regioni del mondo, Africa, Medio Oriente, Asia Minore incontrando molti musicisti, storie di popoli, strumenti musicali, facendo importanti esperienze musicali ed elaborando melodie e composizioni. Oltre alle produzioni Agricantus, compone musiche per spettacoli di danza, (Roberta Escamilla Garrison), per il teatro, per il sound design per l’ambiente (la mostra “Forma: la città e il suo passato” di Massimiliano Fuksas al Colosseo di Roma), per colonne sonore dei film. (“Jung”, di A. Vendemmiati e F. Lazzaretti, presentato al 57 ° Festival di Venezia 2000 e vincitore del IDFA di Amsterdam, “Afghanistan – effetti collaterali” di A. Vendemmiati e F. Lazzaretti) la sua progetto solista “SOFFI”, con il quale ha prodotto il CD omonimo (2000). nel 2008 ha prodotto il CD FolkaLab, frutto di un’esperienza musicale collettiva sviluppata da lui a Palermo, nel 2009 ha prodotto il secondo CD da solista, Arenaria, un viaggio musicale in Sicilia. Nel 2010 produce il CD della colonna sonora originale del film documentario “Left by The Ship” di A. Vendemmiati e E. Rossi Landi. nel 2011 ha pubblicato il CD “Insulae” con il sassofonista sardo, Enzo Favata, un mix di strumenti arcaici a fiato e sassofoni e clarinetti. Nel 2012, Mario Crispi insieme a Mario Rivera riprende il progetto artistico Agricantus, producendo nel 2013 il singolo “Omini” e nel 2014 il singolo “Nsunnai” e il singolo e il CD “Turnari.”

Mario Rivera

Vocals, bass, laptop, programming

Agricantus - Mario Rivera

Agricantus – Mario Rivera

Nato a Palermo nel 1963, ha partecipato, nel 1979, alla fondazione del gruppo Agricantus. Con esso si svolge un intensa attività artistica fino ad oggi. Nei primi anni ’80, insieme con la musica eseguita con Agricantus, porta al mondo del teatro contemporaneo, collaborando con il regista tedesco Werner Eckl e la sua compagnia teatrale EXIL84. Dopo le produzioni degli anni ’90 realizzati con Agricantus, approfondisce gli interessi verso la musica elettronica, dal trip-hop alla jungle, producendo il suo primo singolo “Roots’n’Bass”, dove realizza remix di diversi artisti: Lester Bowie, John Trudell e Dissidenten. Con l’incontro con Pasquale Scimeca, nel 1999, inzia la sua esperienza di attore cinematografico nei film “Placido Rizzotto” e “Gli indesiderabili.” Dal 2001 collabora con il regista Renato Giordano, creando la musica delle sue opere. Con la collaborazione di Paolo Dossena e della Compagnia Nuova Indye, tra il 2003 e il 2005, pubblica “Bonora” Marcello Murru, “La Via della Sete” di Nuklearte, “Dea” Island e “Stari Most” con “Stefano Saletti” & Piccola Banda ikona.
Tra le sue principali collaborazioni: Gabriel Cohen (con cui firma la colonna sonora originale del film “Notturno bus”) e Piccola Banda Ikona (con il quale ha effettuato numerose tournée in Europa e in Canada).
Alla fine del 2012, rincontrandosi con Mario Crispi, riprende a pieno ritmo il suo contributo creativo e performativo con Agricantus.

Giovanni Lo Cascio

Batteria, percussioni
Agricantus: Giovanni Lo Cascio

Agricantus: Giovanni Lo Cascio

Nato a Roma nel 1963, inizia a studiare musica nel 1969 con il M ° Vincenzo Ricciuti. Dal 1976 ha studiato batteria con Ivano Nardi e Roberto Gatto e solfeggio con il Maestro Peverini. Dal 1983 al 1985 ha frequentato corsi presso il Berklee College of Music di Boston USA. A Boston ha studiato percussioni con Ed Uribe, Gary Chaffee, Joe Hunt, John Ramsey, Tommy Campbell e altri. Ha studiato Etnomusicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Ha lavorato per il cinema, il teatro, la danza, televisione e radio in molte occasioni diverse. Ha realizzato colonne sonore per film, documentari e pubblicità televisiva. Ha tenuto concerti in Francia, Inghilterra, Spagna, Portogallo, Svezia, Svizzera, Grecia, Egitto, Brasile, Giordania, Repubblica Ceca, Stati Uniti e il Vaticano ha suonato in festivals quali Umbria Jazz, Musica Gaia (Salonicco), Teatro dell’Opera del Cairo, Enzimi, Overruns, Santarcangelo Teatro e numerosi festival di jazz, rock e diversità etnica. Ha svolto un’intensa attività didattica e insegnamento presso l’Università di Terni Jazz, Timba Percussion Center di Roma. Ha scritto diversi libri di testo per le scuole e articoli per riviste musicali. Dal 2005 è responsabile del laboratorio musicale Juakali Drummers a Nairobi, Kenya. Juakali Drummers, ora Slum Drummers è un progetto Dulcimer Fondation pour la Musique/Alta Mane Italia per il recupero dei bambini di strada attraverso la musica. dove ha studiato a fondo la batteria, armonia e arrangiamento. Ha insegnato Musica per il Cinema presso l’Università di Belle Arti di Roma.
Nel 2009 avvia una collaborazione musicale con Mario Crispi, prima partecipando al progetto Arenaria, e poi, nel 2013, entrando nella line uo di Agricantus.

Giuseppe Grassi

Mandola, madoloncello
Agricantus: Giuseppe Grassi

Agricantus: Giuseppe Grassi

È nato a San Vito dei Normanni (Puglia) nel 1988 ed è dedicato alla musica da metà degli anni ’90. Ha studiato Etnomusicologia presso l’Università “La Sapienza” di Roma elaborando una tesi sulle tradizioni della “barberia” (la musica dei barbieri di Puglia) e completa gli studi sul mandolino classico presso il Conservatorio di Padova. Suona la mandola di Mimmo Epifani, leader della musica tradizionale della Puglia, anche nelle sue ultime produzioni discografiche (Mosse Mosse). Nel 2014 entra a far parte con Agricantus, partecipando alla registrazione dell’album “turnari” e concerti della band.

Discografia (produzioni principali)

Album

1989 “Agàve:Maavro” Italia
1993 “Gnanzù!” – CNI – Italia
1996 “Tuareg” – LUDOS/CNI – Italia
1998 “Kaleidos” – LUDOS/CNI – Italia
1999 “I Giardini dell’Eden” O.S.T CNI – Italia
1999 “Best of Agricantus” – CNI/World Class USA-Canada-Brazil
1999 “Faiddi” – CNI – Italia
2000 “Placido Rizzotto” O.S.T – CNI – Italia
2001 “Ethnosphere”- CNI- Milan – Italia-France-USA-Canada
2002 “Calura” – CNI/ElleU Italia
2005 “Habibi” – CNI Italia
2007 “Luna Khina” – RaiTrade Italia
2014 “Turnari” – CNI Italia

EP

1995 “Viaggiari” – LUDOS/CNI – Italia
1997 Hale Boop Souvenir Italia
1998 Amatevi – CNI Italia
2002 Jamila – CNI/Il Manifesto Italia
2013 Omini – CNI/Blob Italia

Compilations

1989 “Tonight: live at the festival” – Shamrock – Austria
1993 “Arezzo Wave European”Rockfestival”- Italia
1994 “Les decouvertes du printemps de Bourges” France
1995 “Canti Sudati”- Il Manifesto/CNI Italia
1995 “Parla!” – Radio Tandem Italia
1996 “And the World’s is all Yours” – Polygram UK
1996 “Olis musica della nuova era” Italia
1998 Disco del Mese di Repubblica “Mediterraneo” – Italia
1999 “La notte del Dio che balla” – CNI – Italia
1999 “Fango” – CNI – Italia
1999 “Quinchos” – CNI Italia
2000 “New Millenium Ethnic” – Paradoxx – Brasile
2000 “An Italian Odyssey” -Putumayo – USA
2000 “Mediterranean Cafè” -MCI – UK
2000 “Cous Cous Summer” -BMG Italia
2000 “Canzoni per l’ambiente”-Specchio-LaStampa Italia
2001 “Nirvana Lounge” – George IV – Francia
2002 “Buddha Bar IV” – George IV – Francia
2002 “Music Bazaar” -BMG Italia
2002 “Massage”-Universal- Francia
2003 “Siddharta Vol.1” – George IV Francia

Discografia
l’ultima produzione

TURNARI

Agricantus - cover TurnariUn lavoro durato 18 mesi di gestazione con il quale Agricantus, guidata dai fondatori e membri storici Mario Crispi e Mario Rivera, riprende il cammino tra i suoni e le atmosfere delle “culture altre”.
“Tornare”, rincontrare, rinascere, riprendere, ripercorrere…
Raccogliere frammenti del proprio passato, materiali da plasmare per costruire un nuovo futuro. Come in un lungo ritmo naturale che “torna” e si rinnova ogni volta, Agricantus prende a prestito gli “universali” della ciclicità stagionale, fatta di equinozi e solstizi, di pleniluni e noviluni che si ripetono senza sosta, simili a se stessi, ma pur sempre diversi e rinnovati. Agricantus riparte da qui, ovvero dal proporre un percorso della durata ideale di un anno che, segnato dal semplice e ancestrale concetto dell’incedere delle regolarità astrali, indichi anche il ritorno di un nuovo percorso artistico.

Una dimensione collettiva che la band concepisce come un recupero del proprio passato umano, artistico e di valori, insieme ad amici e compagni di viaggio vecchi e nuovi.
Ecco, quindi, il nuovo e prezioso contributo di Federica Zammarchi (voce – electronics), Giovanni Lo Cascio (batteria – percussioni) e Giuseppe Grassi (mandoloncello – mandola) a cui si aggiungono, in qualità di ospiti e collaboratori, Massimo Laguardia, Giuseppe Panzeca, Enzo Rao, Pivio & Aldo De Scalzi e Nello Mastroeni.
Turnari è, dunque, un intenso lavoro di équipe che, non a caso, torna ad essere prodotto da Paolo Dossena e Compagnia Nuove Indye, produttore e casa discografica storici che hanno pubblicato e promosso nel Mondo, fin dalla nascita, tutti i successi di Agricantus.

L’album, completamente in lingua siciliana, miscela stili, sonorità ed atmosfere musicali di varia provenienza, realizzando in perfetta continuità con il passato, il sincretismo musicale a noi tanto caro e che ha caratterizzato le nostre produzioni nel tempo. Rispetto alle produzioni passate, nelle quali la tecnologia e l’elettronica contribuivano, attraverso i campionamenti, a dare un panorama sonoro proveniente da altre culture, Turnari è interamente suonato dai musicisti che vi hanno partecipato. Così abbiamo voluto dare il giusto spazio ad ogni musicista, raccontando musicalmente l’incontro artistico. I testi parlano di una dimensione interiore di consapevolezza dell’esistenza, dell’importanza di unire le forze per superare le difficoltà, della meraviglia naturale dell’amore, del coraggio di affrontare il sacrificio, della rinascita e del tempo come opportunità.

Turnari rappresenta la rinascita che idealmente tutti dobbiamo perseguire, quando ne sentiamo la necessità, con la coscienza che la condivisione delle emozioni, dei pensieri e delle avversità ci fortifica e ci rende parte consapevole dell’umanità.

Discografia
produzioni passate

Tuareg – 1996 – CNI- Italia

TuaregRegistrato in parte nel deserto del Mali con strumenti e musicisti nomadi.
Il risultato è una registrazione eccezionalmente raffinata che cresce progressivamente fino a scoprire tutti i suoi colori preziosi e suoni nascosti. Tuareg si riferisce ai nomadi del Sahara centrale e occidentale e lungo il medio Niger da Timbuctu alla in Nigeria. L’Album raggiunge il 6 ° posto nella World Music Charts Europe, una conferma dell’interesse questo CD ha sollevato a livello europeo. La grande quantità di richieste che arrivano da tutto il mondo (grazie anche alla loro reputazione come eccellente band dal vivo, l’energia delle loro prestazioni ed il suono particolare) sono la conferma di un parere generale che Agricantus, con Tuareg, siano davvero stati una rivelazione importante sulla scena musicale mondiale internazionale.

haleboppHale-Bopp Souvenir – 1997 – CNI – Italia

Hale Bopp Souvenir è un lavoro che nasce dall’incontro tra Agricantus e  Fadimata Wallet Oumar.

Dedicato alla cometa che ha attraversato i nostri cieli la primavera scorsa, l’Ep contiene quattro brani registrati dal vivo (ma ovviamente rielaborati in studio), dove la bella voce di Rosie risponde a quella di Fadimata, una cantante tuareg che il gruppo ha incontrato attraverso il lavoro precedente “Tuareg“.

“Hale Bopp Souvenir testimonia l’avvenuta maturazione di Agricantus dopo la svolta afro-araba di Tuareg: un drumming serrato e il basso bene in evidenza sostengono e dinamizzano le voci delle cantanti e i fiati etnici o elettronici.

Dal ritmo hip-hop di Weltweit alla rielaborazione di un canto tradizionale in Lailia, passando per i toni struggenti di Hawa, i brani scorrono e seducono con atmosfere sempre diverse. (da World Music, Fabrizio Giuffrida) “

Ethnosphere”

ethnosphere“Ethnosphere“, composto di due CD è basato sulla poesia e la spiritualità del Tibet e anche questa volta, come nel precedente “Tuareg“,  si tratta di un viaggio, non più verso il deserto del Mali, ma verso Oriente, tra i templi buddhisti dimenticati sulle montagne di Lhasa.

Il primo volume di questo CD è maggiormente incentrato su tematiche trance e spirituali; non c’è alcuna traccia di facili concessioni a una moda estemporanea e il risultato sono musiche e parole profondamente sentite e meditate, che nascono da esperienze dirette, profondamente umane e, soprattutto, vere: studi, letture, amicizie, insegnamenti spirituali. Il secondo volume, invece, ritorna su esperienze più terrene e corporee.

I due CD, quindi, sembrano voler rappresentare, da un lato, l’anima, dall’altro, la fisicità; e, insieme, la sintesi (cercata e trovata), un cerchio perfettamente chiuso.

“Calura”

calura_cniQuesta produzione Agricantus sottolinea l’uso innovativo di una nuova sonorità tra il rock e il jazz etnico.
Incredibile contributo di Lutte Berg, chitarrista eclettico, che dà ai brani un suono “energico” e “caldo”.
“Pinseri” e “Orbi Terrarum” sono occasioni per escursioni tra elettronica, drum’n’bass ed etnica, mentre “Jamila”, lanciata in occasione della campagna di Emergency, sottolinea il contributo da parte di Agricantus a tutte quelle persone in lotta per pace.

Concerti

1994 Le Printemps de Bourges – Bourges – Francia
ArtRock Festival – Saint-Brieuc Francia
1995 Festival Internaz. di musica Rock Arezzo Wave Italia
1996 Agricantus in Tour Italia
1997 Le Nuit Europeennes – Strasbourg Belgio
International Music Festival Arezzo Wave – Italia
International 1th May to San Giovanni – Rome Italia
International Festival of Arts“Sete Sois Sete Luas”- Portogallo
Agricantus in Tour Italia
1998 Neapolis International Music Festival Italia
Festival de Musica Mundial Brasile Saõ Paulo Brasile
International 1th May to San Giovanni – Rome Italia
Intercultural Festival “Crossroad” – Galilea – Israele
1999 Agricantus in Tour Italia
Festival della Medina – Tunisi Tunisia
Intern. Music Festival “Roma incontra il Mondo” Italia
2000 International 1th May to Tor Vergata – Roma Italia
Agricantus in Tour Italia
2001 Taormina Teatro Greco Italia
Agricantus in Tour Italia
2002 International 1th May to San Giovanni – Rome Italia
International Festival of Verdura – Palermo Italia
Intercultural Meetings Palazzo Azem Damasco Siria
Agricantus in Tour Italia
2003 Festival “Roma incontra il mondo” (+Dj Ravin) Italia
Agricantus in Tour Italia
2004 Auditorium Parco della Musica – Roma Italia
Internat.Music Festival “Roma incontra il mondo” Italia
Agricantus in Tour Italia
2005 Festival delle Ville Tuscolane (with Dj Ravin) Italia
Festival “Kals’Art – Palermo” guest Dj Ravin Italia
2014 International 1th May to San Giovanni – Rome Italia
Agricantus in Tour Italia
38° Internat. Festival of Bigpipes – Scapoli (IS) Italia
Teatro Palladium Ossigeno Festival – Rome Italia

Rassegna stampa 2014

Agricantus Turnari – C.N.I.

Elio Bussolino – Rockerilla

Di primo acchitto verrebbe da affiliarne il suono a quell’elettropop che rimbalza agile e accattivante nella clubland globale, ma non ci vuol molto ad accorgersi che quello altro non è se non il veicolo di una musica che viene da molto più lontano. Nel tempo e nello spazio. Il segreto di Agricantus del resto è sempre stato alla luce abbagliante del sole della loro Sicilia, depositario di melodie e suggestioni millenarie che trovano nella tecnologia sonora contemporanea forme, espressioni e trame in piena sintonia con le sensibilità musicali del presente. E Turnari rilancia con coerenza e decisione quel fortunato disegno attraverso DODICI VIVIDI SAGGI DI WOLRD MUSIC ISPIRATA AlLLA CICLICITA’ DEL TEMPO.

“Turnari” Agricantus – CNI” –

Gino Castaldo, la Repubblica, 1 giugno 2014

Nuova veste per la storica formazione palermitana con la voce di Federica Zammarchi. Arriva nuova linfa per un progetto di world music che rinnova con grinta il suo profondo senso di appartenenza.

Agricantus Turnari – C.N.I.

Guido Festinese
Il Giornale della Musica n.316, luglio 2014, p.70

L’ultimo avvistamento è stato al concerto del 1° maggio. Prima c’era stato un silenzio discografico di diversi anni, ma che lasciava preludere a qualche ulteriore tappa di un viaggio iniziato nell’ormai archeologico 1979. Chi segue con attenzione le vicende della world music italiana in libera declinazione meridionale avrà notato che la vocalist di Agricantus è cambiata: adesso c’è in formazione Federica Zammarchi, cantante sopraffina che arriva da esperienze ben diverse dal folk progressivo: dai bordi del jazz e del rock. Poco male, perché in Turnari Zammarchi sfoggia una voce che più classicamente Agricantus non si potrebbe nelle timbriche, con tanto di approccio “yodelizzante” applicato alla densa materia ritmica che, parecchi anni fa, conquistò i cuori critici del mondo anglosassone. Un traguardo che non molti gruppi italiani del genere hanno potuto tagliare. Turnari, raccontano gli Agricantus, è da intendersi sia come “ritorno” sia come “nuovo inizio”. In formazione ora ci sono gli “storici” Mario Crispi e Mario Rivera, con Giuseppe Grassi alle mandole, e Giovanni Lo Cascio alle percussioni etniche. Ma a caratterizzare un suono “pan-etnico” che risulta immediatamente riconoscibile fin dall’iniziale “Qanat” provvedono anche amici di vecchia data: a partire dal duo ligure Pivio e Aldo De Scalzi, a chitarre e sintetizzatori. E che gioia riascoltare il violino elettrico di Enzo Rao, che avevamo un po’ perso di vista.

AgricantusTurnari – C.N.I.

Francesca Grispello – L’Isola della Musica Italiana

Gli Agricantus confezionano un disco di alto pregio, ricchissimo di spunti, colori, impeccabile e a tratti commosso, ma senza quella zampata di novità che ci si aspetta da un gruppo con tale storia e che è stato capace come pochi di varcare i confini nazionali.
Affiancati dallo storico produttore Paolo Dossena, Crispi e Rivera, da musicisti di razza e di gusto, hanno individuato colleghi validi come Giovanni Lo Cascio, Giuseppe Grassi e un ispirato Enzo Rao al violino. Suoni elettrici, folk e tanti strumenti per un lavoro di gruppo suonato e non campionato. Brani come Nsunnai, Turnari, Canciari e Sentimentu restano più di tutti a seminare nuove stagioni di terra e di vita.

Rassegna Stampa storica

Gary Whithehouse-Greenmanreview

“This CD (Faiddi) is very professionally performed and well-produced disc, with excellent sound. Is an intriguing blend of various parts Mediterranean folk, Euro-pop and World Beat.”

“RollingStone” (Australia)

“On Best of Agricantus, the Italian electro-folkies do a highwire act over Mediterranean folk streams and pumping rhythm loops, trawling fragments of African and Middle Eastern sound in their wake. This tight, chant-groove brew takes them into Deep Forest territory, but they’re applying modernism to roots rather than appropriating exotica.”

“Max” – Massimo Cotto

“Sempre in movimento, Agricantus. La carovana abbandona la sabbia del deserto e segue la bussola verso est, verso le montagne del Tibet. Due CD, il primo con un taglio più spirituale e trance, il secondo più fisico, due lati di un diario dell’anima che si nutre fino all’ultima pagina. Non sono mai stati così intensi. Un capolavoro. “

“Rhythm” – Stacy Mein –

“Bouncing out of Palermo, in the south of Italia, Agricantus roll out a few of the highlights from ten years’ worth of albums on their first U.S. release. Their name means “song of the wheat fields” in Latin, and Agricantus are down-to-earth, cultivating sounds from their native land, plus North Africa and the Middle East. While the songs are ethnic and folk-oriented. Agricantus also use programming, samples and loops. Best of Agricantus includes a Sicilian song of desire, a lullaby, a tale of a lost city and tune of gratitude…”

“The California Aggie” Beth Rose Middleton –

“…The album, a combination of Agricantus’ best work from several previous records, has a distinctive international flavor, as well as definite dance appeal. From the opening track “Com’u ventu” a song from the Tuareg people of the central and western Sahara to “Disiu”, which is Sicilian for desire and the melodic “Amatevi”, inspired by a Berber lullaby, the songs keep you moving and guessing as to their meanings which are only briefly outlined in the cover. While mildly  reminiscent of dance sensation Deep Forest, who attempted to meld pygmy vocals with electronic instruments, Agricantus possesses a decidely more authentic sound from a larger variety of cultures. The songs on this album alone herald from Germany, Hungary, Albania and several north African traditions…”

“Reviewer’s Bookwatch”

“Fans of world music will find Best of Agricantus hard to classify but featuring an excellent use of cross-cultural world music intonations. The vocal and instrumental traditions of Africa and the Middle East come together in this superb collection of hybrid musical sounds which feature a strong dance beat and excellent singing. Best of Agricantus is a strong example of blended world music which uses roots traditions to produce a new multicultural style.”

Dore Stein – “Tangents Radio”

“ With Agricantus first U.S. release, the secret is out on this world music treasure. Feast your ears on an Italian group that cooks up an exotic blend of cross-cultural ingredients. Agricantus carves out a hybrid music that demonstrates an affinity between tha ethnic traditions of southern Italy and musical cultures of north and west Africa and Middle East. Electronic grooves and ancient languages create a spellbinding mix of influences and sounds. Agricantus fever is contagious. Catch it and spread the word.”